Approfondimento
colorimetria.
Il colore viene definito dal vocabolario Zanichelli come: “La qualità che è determinata da una sensazione ottica prodotta da particolari fotorecettori situati nella retina dell’occhio umano”.
Questa sensazione si verifica quando l’occhio è colpito da radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d’onda compresa tra 400 e 700 nm (nanometri).
Come avviene la percezione del colore?
Tutti gli oggetti possono identificati e diversificati fra loro, grazie a criteri di altezza, lunghezza e profondità.
Per quanto riguarda il colore, invece, è necessario che, per la sua identificazione, si verifichino alcuni criteri particolari come: La presenza di luce, capacità di riflessione da parte di un corpo e percezione ottica.
Per questo motivo, la percezione del colore viene definita come soggettiva, varia cioè da individuo ad individuo.
Il fenomeno della percezione, anche se può sembrare molto complesso, in realtà è molto più semplice di quanto non si immagini.
Per fare un esempio pratico prenderemo in esame la fonte di luce per eccellenza: Il sole.
La luce del sole giunge a noi sotto forma di vibrazioni.
Alcune delle frequenze della luce corrispondono ai colori; altre, come i raggi ultravioletti o gli infrarossi, non sono invece visibili ai nostri occhi.
Quando la luce colpisce un oggetto, possono verificarsi quattro situazioni:
Concludendo, il colore di un corpo è l’insieme delle lunghezze d’onda che esso non assorbe.
Affermare che un vaso è rosso significa in realtà dire che la superficie di un vaso ha una composizione molecolare tale da assorbire tutte le radiazioni luminose che non siano rosse.
Il vaso di per se è incolore, ha bisogno della luce per apparire colorato (se entriamo in una stanza, buia, in assenza di luce tutti gli oggetti ci appaiono neri)
Come abbiamo già visto, la percezione del colore è influenzata dagli organi visivi umani: La corteccia cerebrale e la retina.
Nella retina ci sono due varietà di cellule: I bastoncelli e i coni.
I primi, bastoncelli, sono sensibili alla luce ma non ai colori, e quindi sono particolarmente utili nella visione notturna.
I secondi, i coni si suddividono in tre famiglie che contengono tre diverse proteine, sensibili rispettivamente al rosso, al giallo e al blu.
Quando queste proteine vengono colpite da una luce della giusta lunghezza d’onda, “si eccitano” e trasmettono un segnale elettrico al cervello.
Che cosa è la colorimetria?
Le origini della colorimetria risalgono al fisico Isac Newton, che nel 1676, servendosi di un prisma triangolare, dimostrò sperimentalmente come la luce bianca del sole possa venire scomposta nei colori dello spettro.
Newton condusse l’esperimento in questo modo: la luce del sole, fatta passare attraverso una fessura, colpisce un prisma triangolare, attraverso cui il raggio bianco si scompone a ventaglio nei colori dello spettro visibile che sono: Rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.
Perché si percepisce il colore?
Ogni oggetto, colpito dalla luce, si comporta come un prisma ouno specchio, riflettendo completamente o in parte la luce da cui viene colpito. Ecco alcuni esempi:
Quando un oggetto appare di colore bianco, significa che rinvia quasi tutta la quantità di luce ricevuta la cosiddetta luce riflessa, e ne assorbe pochissima;
Quando un oggetto appare di colore nero, significa che esso assorbe totalmente il fascio di luce che investe, si tratta della cosiddetta luce assorbente.
Quando un oggetto illuminato appare di colore rosso, significa che riflette gran parte del raggio rosso, mentre tutti gli altri colori che compongono il fascio di luce vengono assorbiti.
I colori.
I colori, così definiti, si distinguono al loro interno, secondo tre categorie principali:
I colori primari, che sono puri;
I colori secondari, che si ottengono con le diverse miscelazione dei colori primari;
I colori composti, che si ottengono sommando un colore con il suo colore complementare o contro colore.
I colori primari.
I colori primari, puri fondamentali, non derivati da una miscela e non scomponibili sono tre:
Il blu
Il rosso
giallo.
L’unione di questi tre colori da un grigio neutro scuro.
I colori secondari.
I colori secondari sono colori composti che si ottengono unendo in parti uguali colori primari.
Vediamo nel dettaglio:
Mescolando il giallo con il blu in parti uguali si ottiene il colore composto verde.
Mescolando il blu con il rosso in parti uguali si ottiene il colore composto viola.
Mescolando il giallo con il rosso in parti uguali si ottiene il colore composto arancio.
Cosa sono i contro colori o colori complementari.
I contro colori sono il risultato di una particolare miscela tra quei colori che il cerchio tecnico si provano l’uno di fronte all’altro, essendo tra loro complementari. Mescolando questi colori, si annullano a vicenda. Ciò significa che è un colore secondario opposto a un colore primario equivale sempre alla miscela dei tre colori primari.
Ecco cosa accade nello specifico: Il colore primario rosso si contrappone al colore complementare verde, composto da due primari blu e giallo. Il colore primario giallo si contrappone al colore complementare viola, composta da due primari blu e rosso. Il colore primario blu si contrappone il colore complementare arancio, composto dei due primari rosso e giallo.
In questo modo è possibile constatare il verificarsi di due principi sempre validi nella teoria dei colori.
Quando effettuiamo la colorazione dei capelli di fatto andiamo a sommare il colore artificiale sul pigmento naturale già presente nei nostri capelli.
A tal proposito è importante conoscere i parametri del colore del capello che è determinato dalla melanina.
Il colore naturale dei capelli: Tono e riflesso.
Il colore dei capelli viene espresso attraverso due parametri altezza di tono e tendenza di riflesso.
Altezza di tono.
L’altezza di tono indica l’intensità del colore e ne rappresenta la componente fondamentale.
L’altezza di tono viene identificata su una scala cromatica composta da 10 livelli:
1 nero
2bruno
3 castano chiaro
4 castano medio
5 castano chiaro
6biondo scuro
7biondo medio
8 biondo chiaro
9 biondo chiarissimo
10 biondo platino
Le varie altezze di tono dipendono dalle tre melanine nera, bruna, rossa, gialla presenti nel capello e dalla loro diversa concentrazione.
La tendenza di riflesso.
Per definire i colori con precisione è necessario considerare oltre all’altezza di tono anche la tendenza di riflesso o gradazione.
Questa dipende dalla prevalenza di un tipo di melanina rispetto alle altre.
Le varie combinazioni delle melanine permettono di formare un’infinità di riflessi ma tra i più noti ed importanti troviamo il cenere, il dorato, il rame, il rosso.
Dalla combinazione dell’altezza di tono e dalla tendenza di riflesso si originano le diverse tonalità dei colori dei capelli.
Colori scuri hanno una maggiore quantità di pigmenti nero/bruni, una maggiore quantità di pigmenti rossi, e una minore quantità di pigmento giallo.
Colori medi minore quantità di pigmenti nero/bruni, maggiore quantità di pigmenti rossi, Maggiore quantità di pigmenti gialli.
I colori chiari Presentano una minore quantità di pigmenti neri/bruni, minore quantità di pigmenti rossi e una maggiore quantità di pigmenti gialli.






Nessun commento:
Posta un commento